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Veggies for all!

ZHAW research group “Geography of Food”
FHNW
Alice Aubert
aube@zhaw.ch

Quale problema di fondo affrontate?

Nonostante raccomandazioni alimentari nazionali complete (USAV, 2025) e un'elevata consapevolezza nella popolazione, il consumo di verdura in Svizzera resta al di sotto delle raccomandazioni e addirittura diminuisce. Ciò indica che l'informazione da sola non è il fattore limitante principale: sono piuttosto fattori comportamentali, economici e contestuali a determinare le abitudini alimentari.

Il problema di fondo risiede nell'interazione tra accesso, costi e abitudini alimentari, in particolare tra i gruppi socioeconomicamente svantaggiati. Dati empirici raccolti in tutta Europa mostrano che un consumo insufficiente di frutta e verdura è fortemente associato a reddito basso, livello di istruzione inferiore e specifici profili sociodemografici (Goryńska-Goldmann et al., 2023). Ciò riflette un problema sistemico più profondo: i risultati in ambito nutrizionale sono socialmente stratificati e gli attuali sistemi alimentari rafforzano queste disuguaglianze anziché ridurle.

Questa dinamica è ulteriormente amplificata da un circolo vizioso tra povertà e malnutrizione (Siddiqui et al., 2020): risorse finanziarie limitate riducono l'accesso a cibo sano, mentre un'alimentazione scorretta limita a lungo termine la salute e la partecipazione economica. Di conseguenza, le persone interessate subiscono svantaggi strutturali persistenti, che non possono essere superati solo con campagne informative o con la responsabilità individuale.

Le sperimentazioni esistenti con soluzioni come gli abbonamenti a cassette di verdura dimostrano che una maggiore disponibilità può migliorare temporaneamente il consumo (Craveiro et al., 2021). Tuttavia, questi effetti spesso non durano, perché non affrontano la questione dei costi né la formazione di abitudini a lungo termine (Huyard, 2020). Servono approcci coordinati che agiscano contemporaneamente su accesso, costi e comportamento.

Definiamo il problema di fondo come un disallineamento tra gli obiettivi di salute pubblica e le attuali strutture di incentivi del sistema alimentare. Un'alimentazione sana viene trattata come un bene privato, con un accesso diseguale, anziché essere sostenuta come un bene pubblico con benefici per la società.

Quali abitudini o pratiche volete cambiare, e in che modo?

Vogliamo cambiare le abitudini alimentari quotidiane, in particolare il consumo scarso e irregolare di verdura e la preferenza per cibi pronti rispetto a pasti equilibrati, integrando la verdura nell'alimentazione di tutti i giorni grazie a un accesso più facile e a routine per pianificare e preparare cibo sano. Ci concentriamo sui gruppi socioeconomicamente svantaggiati, nei quali vincoli finanziari, accesso limitato e la percezione che mangiare sano sia poco fattibile influenzano le decisioni quotidiane (ad es. Rossi et al., 2026). Il nostro approccio per cambiare queste abitudini combina interventi strutturali e comportamentali, in linea con il modello COM-B del cambiamento comportamentale (capability, opportunity, motivation -> behaviour, cioè capacità, opportunità, motivazione -> comportamento (Michie et al., 2011)):

- Abbonamenti a cassette di verdura a prezzo agevolato aumentano la presenza fisica della verdura nelle economie domestiche. Accrescono l'«opportunità» di cambiamento, facendo delle scelte sane la norma anziché l'eccezione. Individuando modi per ridurre gli ostacoli all'accesso, permettiamo alle economie domestiche di integrare la verdura nelle loro abitudini di consumo regolari, anziché considerarla facoltativa od occasionale.

- Le consegne regolari creano cicli di consumo prevedibili e rafforzano la fiducia nelle proprie capacità (fattore «motivazione»), favorendo così lo sviluppo di abitudini stabili nel tempo anziché un cambiamento di comportamento isolato.

- Misure complementari come ricette, consigli di cucina, discussioni in focus group e momenti di cucina condivisa aiutano a trasformare la disponibilità in consumo effettivo e a costruire pratiche basate sulla routine. Rafforzano il fattore «capacità».

Il nostro intervento sposta la percezione del consumo di verdura da occasionale, faticoso e sensibile ai costi verso qualcosa di abituale, accessibile e normale. Integrando la verdura nella routine quotidiana e riducendo gli ostacoli cognitivi, finanziari e pratici, miriamo a trasformare le abitudini individuali su larga scala e a contribuire a un cambiamento più ampio delle pratiche alimentari nella società.

Su cosa volete lavorare durante il booster, e cosa volete scoprire?

Durante i 6 mesi dell'Innobooster:

- Svolgeremo uno studio preliminare esplorativo, che combina interviste qualitative con beneficiarie e beneficiari dell'abbonamento a cassette di verdura sostenuto dalla KulturLegi (offerto da SoLaWi Pura Verdura) e un focus group organizzato in collaborazione con Caritas. L'obiettivo è comprendere meglio gli ostacoli al consumo di verdura nel gruppo target e raccoglierne idee e raccomandazioni. Sulla base di questi risultati, intendiamo sviluppare insieme un insieme di misure per sostenere le economie domestiche più svantaggiate nel cambiare le proprie abitudini alimentari. Ciò comporta lo sviluppo sistematico di interventi che agiscano sulle diverse componenti del modello COM-B. Vogliamo inoltre valutare quali misure siano percepite come attrattive e fattibili dai partner coinvolti. (Fase di apprendimento: COSA?)

- Parallelamente, stimeremo i costi di attuazione di un progetto su scala completa. (Fase di apprendimento: QUANTO?)

- Infine, creeremo i partenariati necessari per un esperimento su scala completa in un massimo di tre comuni (ad es. Basilea, Winterthur), in collaborazione con comuni, assicuratori malattia e fornitori di abbonamenti a cassette di verdura. Questa fase serve a valutare la disponibilità dei principali attori a partecipare, a chiarire i loro possibili ruoli e a esplorare possibilità di contributi finanziari. (Fase di apprendimento: CHI E COME?)

Siamo già in contatto con fondazioni per il progetto su scala completa.