Quale problema di fondo affrontate?
In Svizzera, l'attuale concetto di raggruppamento locale di consumo di elettricità (Local Electricity Communities, LEC) si concentra soprattutto sull'elettricità. Le comunità energetiche, invece, puntano a un approccio più olistico, integrando diverse forme di energia e sostenendo una transizione giusta. In questo contesto c'è un potenziale considerevole nell'accoppiare e utilizzare insieme elettricità e calore in soluzioni su scala di quartiere e attraverso sistemi di teleriscaldamento localizzati, le cosiddette «nano-reti».
Condividere il calore all'interno di queste nano-reti richiede però modifiche infrastrutturali. Queste pongono ai residenti sfide non solo tecniche e finanziarie, ma soprattutto sociali. L'interconnessione fisica degli impianti di riscaldamento aumenta il bisogno di coordinamento e spesso genera maggiore scetticismo nei quartieri. Le preoccupazioni tipiche riguardano cosa succede se un partecipante vende la sua proprietà o non vuole più far parte del sistema condiviso.
Rispetto alle soluzioni basate solo sull'elettricità, in cui la condivisione è virtuale e già regolamentata, questioni come equità, ripartizione dei costi, dipendenze, uscita, comfort e controllo diventano più rilevanti. Le comunità energetiche che combinano elettricità e calore pongono quindi sfide non solo tecniche ma, soprattutto, sociali, che iniziano dalla comunicazione tra vicini e dalla condivisione dei benefici.
Allo stesso tempo, integrare il calore nelle comunità energetiche offre sinergie notevoli rispetto alle soluzioni isolate. Tra queste: un maggiore autoconsumo dell'elettricità condivisa, l'uso di elettricità locale per pompe di calore locali, un minore fabbisogno di spazio e costi di investimento complessivi più bassi. Le esperienze di IWB mostrano infatti che, dopo gli interventi fisici per creare una nano-rete, le comunità sono più disposte ad adottare anche un modello di condivisione virtuale dell'elettricità. In conclusione, sia le sfide sociali sia il pensiero a compartimenti stagni impediscono alle comunità energetiche olistiche di diventare mainstream, benché l'uso quotidiano dell'energia sia per sua natura intersettoriale.
Quali abitudini o pratiche volete cambiare, e come?
Questo progetto vuole cambiare il modo in cui le persone pensano e agiscono al di là dei compartimenti settoriali e il modo in cui affrontano lo scetticismo verso i sistemi energetici condivisi. Invece di trattare elettricità e calore come ambiti separati, l'energia viene ripensata come un sistema interconnesso basato su fiducia, trasparenza e progettazione collettiva, incoraggiando i vicini a impegnarsi prima e in modo più collaborativo, invece di reagire quando le soluzioni tecniche sono già decise. Le pratiche quotidiane passano così da un consumo passivo e da decisioni frammentate a una partecipazione attiva nella definizione dei sistemi energetici locali. L'approccio si basa sulla stretta collaborazione tra due partner del settore privato per sviluppare un processo orientato alla pratica e centrato sugli utenti, che superi i compartimenti stagni e affronti le sfide sociali. Coinvolgendo progetti pilota di nano-reti esistenti e potenziali partecipanti in tutta la Svizzera, e unendo le conoscenze e le basi di clienti di Rapp e IWB, esploriamo bisogni, aspettative e preoccupazioni reali e co-creiamo un Social Design Toolkit che affronta lo scetticismo legato a equità, controllo e complessità. In quanto innovazione sociale, il progetto mette in contatto aziende energetiche, pianificatori, comuni e cittadini per chiarire i ruoli, costruire partenariati e ridurre le incertezze. L'obiettivo finale è riuscire a cambiare i comportamenti, e non solo gli atteggiamenti.
Su cosa volete lavorare durante il Booster, e cosa volete scoprire?
Durante il Booster svilupperemo e testeremo un servizio e un modello operativo orientati alla pratica per comunità energetiche integrate di elettricità e calore, basati sui bisogni reali degli utenti e sulle dinamiche tra gli attori coinvolti.
In primo luogo ci concentriamo sulla desiderabilità: verifichiamo se un coinvolgimento sociale precoce e strutturato aumenta l'accettazione, la fiducia e la disponibilità a partecipare. Combiniamo interviste qualitative con partecipanti a nano-reti e a RCP (raggruppamenti ai fini del consumo proprio) o approcci più orientati all'intervento come workshop o giochi di ruolo (a seconda del supporto degli esperti), un'analisi comparativa delle tipologie di quartiere basata sui dati di IWB e un sondaggio su larga scala (obiettivo: oltre 500 rispondenti) diffuso attraverso le reti di IWB e Rapp. L'Università di Basilea fornisce un riscontro metodologico, in particolare per la progettazione del sondaggio.
I risultati confluiranno in tre prodotti principali:
- Un Social Design Toolkit con metodi pratici per affrontare per tempo le preoccupazioni, con formati di co-design, modelli di governance e approcci comunicativi su equità, controllo, opzioni di uscita e recesso e risoluzione delle controversie.
- Un modello di processo per l'avvio, che descrive un percorso chiaro, passo dopo passo, dall'esplorazione alla decisione collettiva, allineando la pianificazione tecnica con il coinvolgimento sociale.
- Un modello di ruoli e partenariati che definisce regole e responsabilità, interfacce e governance per una collaborazione trasparente ed equa, rispondendo alle preoccupazioni legate a cambi di proprietà, recessi o investimenti condivisi.
Insieme, questi elementi formano l'«Energy Community Starter Service»: un'offerta trasferibile che sostiene i quartieri nell'avvio di comunità energetiche integrate chiarendo ruoli, attuazione, creazione di valore e potenziale di scalabilità. In questo modo i nostri strumenti aiuteranno a tradurre dinamiche sociali complesse in pratiche concrete, applicabili da cittadini, comuni, aziende energetiche e pianificatori.

